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Come e perchè resistereInnanzitutto perdonatemi se non sono tanto presente ultimamente, ma la vita mi sta richiedendo impegni che mi allontanano, per il momento, dalla mia amata rubrica e dal mio sito.

Questo mie parole vanno contro ogni messaggio che leggi off e online.

Iniziamo?

Viviamo in un mondo circondato da mediocrità, e peggio ancora, abbinata alla sua promozione.

I media ti dicono di rilassarti, di non preoccuparti, di goderti un aperitivo a fine giornata.

Spot televisivi t’invogliano a stare davanti alla televisione per ore e ore, e avere il tuo televoto per mantenere un determinato concorrente nei vari “concorsi” di ogni serata.

… ma, c’è un “ma”,  secondo la mia opinione, anche se pare ironico, sono certa del fatto che i programmi TV vogliono che tu solo stia lì e guardare mentre gli altri agiscono, m’intendi?

Amici e familiari ti dicono, e non dico a torto, in tempi di recessione come questi, “ringrazia che hai un lavoro, sei fortunato ecc.”, ma non t’incoraggiano a fare un passo in più.

Il mondo, in pratica, incoraggia il compiacimento, l’accontentarsi…

Ti vuole fermo, senza cambiamenti, inibisce la crescita, trascura il miglioramento, e… ridicolizza l’ambizione.

Tutto ciò, amica/o mio, è una grande sfida da affrontare ogni giorno, ed è dura, maledettamente dura resistere a questo.

La vita “media” gira intorno a una dolce richiamo di una sirena seducente. “Sforzati, prendi l’assegno a fine mese, fai quello che ti è richiesto dalle 9 alle 18 e non dare un minuto di più”, il diavolo del compiacimento ti sussurra nell’orecchio: “Chi se ne frega, rilassati”.

Devi resistere invece, lo sai vero?

Dentro di te c’è la consapevolezza che se non continui a crescere, spingendo e testando i tuoi limiti personali, una parte della tua anima sarebbe già morta.
E’ così !! … ignora il diavolo sulla tua spalla, gettalo via violentemente.

A te sta salire, fiero della tua ambizione, individuo che non vuole accontentarsi di ciò che i media dicono o vogliono imporre in maniera subdola.
Prima impari a resistere, prima la tua vita, le tue imprese, potranno crescere.

Il compiacimento ci tenta tutti.
Dobbiamo resistere, dobbiamo continuare a spingere e soprattutto, dobbiamo restare orgogliosi dei nostri propositi e ambizioni.

Questo significa che il lavoro che hai oggi, forse non sarà lo stesso tra due, cinque anni, certamente non tra dieci, se vuoi continuare a crescere compreso il tuo reddito, hai un motivo in più per non fermarti, visto che ne pagheresti un prezzo davvero alto.

In realtà, non devi limitarti “a fermarti lì”, ma tornare a rischiare il tutto per tutto nella tua prossima grande avventura.

La verità è che se si è disposti a resistere al compiacimento, a sfidare, a superare l’innato umano desiderio di rimanere all’interno della famosa “zona di comfort”, allora puoi continuare a crescere nella tua vita anche lavorativa  migliorandola in tempi difficili.

“La gente fa qualsiasi cosa per rimanere nel comfort”.

Se vuoi realizzare qualcosa, devi sforzarti aumentando l’ordine e la disciplina.  Disciplina di solito significa fare il contrario di quello che vuoi fare.

Facili strade per impostare quest’ultima sono darsi scadenze, scoprire ciò in cui sai dare il meglio, quello che è importante e divertente per te, concentrandoti sulle abitudini, sostituendo quelle cattive e i modelli di pensiero, uno ad uno, nel corso del tempo, con le buone abitudini e modelli di pensiero molto più potenti, positivi e produttivi.

Il fallimento nelle azioni è molto più spesso prodotto dall’interiore, dalla resistenza emotiva verso le condizioni esterne.

Per andare avanti è necessario abbandonare la tua storia, sia che si tratti di scuse, la mancanza di istruzione, la  “sfortuna”, la famiglia non solidale ecc.

Resistere alla tentazione dell’accontentarsi significa reinventare te stesso.

Resistere sempre testando cose nuove.

Resistere e iniziare a valutare nuovi mercati.

Resistere ed evolvere.

Resisti. Resisti. Resisti.

Hai, abbiamo tutte le energie, mentali e fisiche … come lo dico a me stessa mille volte, nonostante i venti contro, nonostante annaspi, lo posso fare ,quindi lo puoi fare.

Ti auguro una splendida giornata.

 

Autore dell’articolo: Adry.W

Tutti i diritti riservati

 

 

 




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3 risposte a Come e perchè devi resistere

  • zummolo scrive:

    Che coincidenza… stavo leggendo la mia posta elettronica e ho visto il link a questo articolo. Il tutto nel mentre ero a casa dei miei per la “puntatina” mensile o meglio, per la litigata mensile con mia madre e proprio di lavoro stavamo parlando. LEI: “tutti quelli che conosco hanno un lavoro! e se ce l’hanno è perchè per anni sono riusciti a non cambiare ditta ma a tener duro!”

    Ma vaffanculo và (mi è scappato….), io non sono certo uno di quelli che ha sempre fatto un anno da una parte e un anno dall’altra anzi, la mia gavetta è durata ben 5 anni nella stessa officina di moto per poi cambiare tre aziende standoci dentro mediamente 3 anni anni. In sostanza a 31 anni ho 12 anni di contributi e ringrazio DIO di non averli fatti tutti nella stessa azienda perchè non avrei imparato un cazzo e non mi sarei aggiornato nel tempo con la tecnologia che avanza.

    Ma si può cazzo avere una mentalità così… andava bene nel 1950 quando di aziende di un certo tipo, grosse, ce n’erano 4 o 5 in Italia. Meno male che 10 anni fa me ne sono andato di casa, la cosa peggiore che possa capitare ad un adolescente è divenire succubi dei giudizi e dei famosi “consigli della mamma che sono sempre quelli giusti perchè lei alla sua età si faceva così e ha messo su famiglia, si è sposata, ha fatto figli”….

    Da brividi……

    • Federico Bergna scrive:

      con questo aggiungo che non ho nulla in contrario con chi da anni lavora nello stesso posto… ci sono situazione e settori lavorativi che vanno presi caso per caso…

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