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palcoscenico

Tutti conosciamo qualcuno oppure, viviamo momenti in cui l’esistenza sembra sbandare da un disastro all’altro, ma fortunatamente non ogni situazione è così disastrosa, basta però per mantenerla impregnata dal dramma.

Ci sono persone che sembrano attirare le difficoltà verso di loro come un’ape al miele e,  a quanto sembra, ciò non è inusuale, data la natura della mente che ama concentrarsi sull’ “io” prima di qualsiasi altra cosa.

La giornata, se non la vita, sembra un non-stop di lamentele e chiacchiere, non c’è mai fine alle liste composte da calamità  o ostacoli da superare. Pare una litania condita con la routine ed è inevitabile chiederti se vi è una via d’uscita da tutto questo.

Come ha detto William Shakespeare, “il mondo è un palcoscenico” … e tendiamo a pensare a noi stessi come gli attori principali. E’ facile sentire che tu sei il fulcro, il punto attorno al quale ruota il mondo.

Diventare un testimone di tutto ciò può essere liberatorio.

Come?

 

Guardando qualsiasi tipo di situazione davvero complessa, (come purtroppo sta avvenendo in moltissime famiglie italiane, private della dignità lavorativa e di ogni cosa, un esempio), riuscendo a mantenere la sanità mentale e la consapevolezza.

Ciò non vuol dire essere scollegati, distaccati emotivamente o rimuovere ciò che sta accadendo, come se stesse avvenendo a qualcun altro, ma essere pienamente consapevoli dei sentimenti senza bisogno di giudicare o reagire in modo drammatico appunto.

…la frase che trovo perfetta è: “Sto bene, è solo il mio corpo, i miei pensieri che sono messi in discussione.”

Tu sei un essere radioso e libero. Il corpo e la mente, possono trasmetterti delle limitazioni, ma devi imparare ad essere un vigile testimone, ovvero affermare  la realtà, pur provando sulla pelle tali limiti.

Un maestro tailandese disse: “Se l’esperienza del dolore, paura o rabbia  la etichettate come “il mio dolore”, “la mia paura”, o “la mia rabbia” , pensando a tali emozioni come vostre, il dolore si acutizza, guarda le emozioni senza identificarle come “mie””.

Quindi, se la tua vita sembra essere un non-stop di problematiche, prova a prendere tempo, fai un passo indietro per osservare meglio, diventa consapevole in qualche maniera senza colpevolizzarti o renderlo “tuo”.

Si può reagire a ciò che senti con senso di colpa, angoscia e frustrazione, quando prendi l’abitudine di “essere testimone” senza essere passivo però, con il tempo vedrai e scoprirai quando e come il tuo Ego stia reagendo e come influenzi tutto il tuo intorno oltre che te stesso, piano piano capirai come gestirlo per il tuo bene.

Guarda la tua mente come un oceano, pensieri e sentimenti sono avvinghiati alla turbolenza in superficie, sotto è tutto fermo e calmo come nelle profondità marine.

Ti chiedo di rileggere questo articolo, so che non è semplicissimo, ma riflettendoci un pochino vedrai che capirai cosa voglio trasmetterti. Grazie.

Buon proseguimento di settimana.

 

Autore dell’articolo : Adry.W

Tutti i diritti riservati

 




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