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Di tutti i più grandi misteri della vita, quello che sembra renderci più perplessi è il suo significato. Noi viviamo, ma quando ci viene chiesto di descrivere cosa significhi non siamo sicuri di cosa dire.
Si crede che siano le nostre esperienze quotidiane quelle che compongono questo concetto chiamato “vita”.

… cos’è la vita? E’la somma totale della nostra esperienza collettiva come esseri umani?
Che dire del regno animale e vegetale? Ce l’hanno anche loro, il pianeta intero è colmo di vita, e così il cosmo fino ai confini dell’universo, e non solo.

Dal microscopico al macro-cosmico tutto interagisce con l’esistere.
Questa corrente elettrica d’intelligenza che scorre attraverso noi tutti, questa consapevolezza del concetto che collega e anima l’intero universo come un unico essere, sezionato in una pletora di singoli aspetti, che scopo ha?

E se c’è uno scopo per la vita su questo pianeta (o altrove), come facciamo a trovarlo?

Coloro che lavorano e scavano il proprio destino, motivati dalla fede incrollabile nelle loro mete riescono a vivere pienamente.

Per coloro invece, che non riescono a creare e vedere un futuro, non ha nessun senso il destino, quindi zero volontà propria, alcun fattore motivante e nessuna forza ispiratrice da costringerli a rivedere il percorso di esistenza personale, colmo di mille sane e umane ambizioni.

Quindi, è vero che siamo stati tutti “creati” con uno specifico scopo individuale da seguire mentre siamo vivi, o è questo concetto un modo incredibilmente intelligente per controllare pensieri, sentimenti e le azioni delle masse?

Perché se il vero significato della vita è semplicemente “vivere”, allora non vi è un pre-determinato destino per nessuno o qualsiasi cosa.

Abbiamo scoperto però che ogni cellula del corpo ha uno scopo. Le nostre cellule lo conoscono perfettamente senza porsi domande.
Tutta la loro vita come singole cellule, è dedicata a servire il bene più grande per noi stessi, corpo e mente. Questo è il vero significato della vita. Servire.

Quando si ha in essenza e spirito il piacere di “servire”, e non parlo di sottomissione o altri atteggiamenti che la parola “servire” ci inculca sotto errati pregiudizi, parlo invece di un servizio non solo agli uomini, ma verso la vita stessa, in tutti i suoi maestosi aspetti misteriosamente divini, che esige rispetto per l’esistenza come l’insieme che è.

E’ comune per l’uomo amare una cosa e odiarne un’altra, eppure entrambe sono provenienti dalla stessa fonte.

Che cosa vuol dire poi avere spirito di servizio? Ogni documento spirituale di qualsiasi credo e convinzione, ha questo valore al centro del suo sistema:
sii gentile con gli altri, tratta gli altri come vorresti che ti trattassero.

… in fondo sono centinaia di secoli che queste parole echeggiano …




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