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“Non ho mai visto un fratello più grande, più bello, o una cosa più dignitosa e più nobile di te, vieni a uccidermi. Non m’interessa chi uccide chi.”
Così Santiago, il protagonista di Ernest Hemingway nel “Il vecchio e il mare”, esprime la sua affinità con il mondo naturale, rafforzata e sostenuta dalla sua connessione con il gigantesco marlin che ha agganciato all’amo.

Questa bellissima novella di Hemingway è stato pubblicata 60 anni fa, l’8 settembre 1952. Da allora, ha venduto milioni di copie, è stato tradotto in numerose lingue, e non è mai andato fuori stampa.

Hemingway grazie a questo libro, vinse il Premio Pulitzer nel 1953 e fu determinante per il premio Nobel per la letteratura di cui fu insignito nel 1954.

Come Vladimir Nabokov disse : “Non si può leggere un libro: si può solo rileggerlo.” , rileggendo questo racconto, la storia di Santiago, un vecchio pescatore cubano che uccide un marlin gigante dopo aver combattuto per tre giorni fianco a fianco, e , mentre lo traina per tornare a riva con la sua piccola barca, lo vede alla fine divorato dagli squali prima che possa raggiungere terra, ho capito che cosa volesse dire Nabokov.

In prima lettura, anni fa, ricordo di essere stata coinvolta dall’enorme sfida, stavolta mi sono resa conto che questa è una storia di “esseri umani sul e con la Madre terra”.

Questo libro pubblicato, ripeto, 60 anni fa, ha un messaggio attualissimo e urgente per tutti noi.

Come afferma Santiago : “Nessun uomo è mai solo sul mare.”

Siamo tutti uno, tutti parte dello stesso pianeta, e dobbiamo lavorare per proteggere il mondo che ci circonda… un modo per farlo è quello di osservare con attenzione il nostro ambiente naturale ed Hemingway lo fa brillantemente con queste parole:

“…la linea dell’orizzonte di fronte ai miei occhi si alzò lentamente, poi la superficie dell’oceano si rigonfiò davanti alla barca e il pesce spuntò fuori.
Uscì in modo infinito con litri d’acqua che scivolavano dai suoi fianchi, brillava sotto il sole, la sua testa e la schiena erano viola scuro, nel sole le strisce sui fianchi erano di un color lavanda colme di luce.

La sua spada era lunga come una mazza da baseball affusolata , si alzò in tutta la sua lunghezza dall’acqua e poi vi rientrò con una grazia potente e armoniosa, il vecchio vide la grande falce, la lama della sua coda che si immergeva di nuovo, la scia che restò era luminosa sotto il sole “.

Tale osservazione attenta della natura ci porta a capire che anche noi siamo parte di questo mondo naturale.
Il movimento di riavvicinare i bambini alla natura è in crescita, ma tutti noi, non solo i nostri figli, abbiamo bisogno di tale collegamento per essere degli esseri umani completi.

Vai a leggere (o rileggere) “Il vecchio e il mare”, e sentirai la comunicazione profonda che esiste tra Santiago e il marlin gigante che lo spinge così lontano in mare.

Ernest Hemingway è uno scrittore magistrale, spesso il suo atteggiamento “macista” impedisce ai lettori, soprattutto quelli femminili, di apprezzare il suo talento, in questo racconto usa la sua notevole esperienza come pescatore appassionato quale era ,soprattutto dei marlin, per portare in vita un importante messaggio:

vi è una potente energia in natura che unisce tutti noi, porta alla tua vita questo messaggio.

Autore dell’articolo: Adry.W
Tutti i diritti riservati




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