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Che titolone eh? Non spaventarti, mi raccomando…

quando parliamo di dipendenze, ci vengono subito in mente sigarette, alcol e droghe, sappiamo bene che  tali sostanze sono molto potenti, è incredibilmente difficile smettere una volta che ci si cade dentro, e l’uso/abuso prolungato, in genere si traduce in un bel numero di conseguenze negative nella vita.

Anche se la dipendenza è tradizionalmente vista in termini di sostanze, la società di Medicina delle Dipendenze abbraccia ora una definizione molto più ampia, che comprende non solo l’abuso di droga e alcol, ma i processi comportamentali derivanti.

Naturalmente, tutto ciò che ingeriamo sono sostanze come tutto quello che facciamo sono comportamenti di qualche tipo, ebbene, anche questi possono diventare dipendenze, “ma come, ti chiederai?.

Di seguito ho fatto un breve elenco di cose che molti di noi fanno su base regolare.

Caffè

E’ risaputo, e noi italiani siamo maestri nel farlo e berlo, la caffeina è uno stimolante che si trova naturalmente nel caffè, tè, e piante come la yerba mate (quest’ultima si usa molto in Sudamerica).
La caffeina è aggiunta anche a numerosi prodotti di consumo, tra cui una vasta gamma di bibite, alcune caramelle e la maggior parte delle bevande “energetiche”.

I normali consumatori di caffè, anche quelli che prendono solo 2 /4 tazzine  al giorno, possono sviluppare dipendenza fisica e sintomi di astinenza come mal di testa, irritabilità, nausea, stanchezza quando non ne fanno uso per un tot di tempo.

Mentre in molti pensano che berne evita i sintomi di astinenza (letargia mattutina, a metà pomeriggio, mal di testa, ecc.) per la maggior parte, le conseguenze della dipendenza sono miti, anche se ad alcune persone causa  tachicardia e ansia, (come nel mio caso, adoro fare il caffè per gli altri ma guai a berlo, sto malissimo…).

Spuntini spazzatura

Ecco una visione spaventosa: immagina un cervello ricco di zuccheri e cibi molto grassi, lo sapevi che  questi  “elementi” attivano le stesse regioni cerebrali come  l’eroina o la cocaina?

In altre parole, zucchero e grassi stimolano il centro della “ricompensa o piacere del cervello”, in molti casi mangiare ,per esempio, patatine e altri “cibi spazzatura” esaudiscono proprio quella sorta di ricompensa di cui la nostra materia cerebrale è golosa, (certo, un’insalata non lo è , perché più sana, gli alimenti naturali non provocano la stessa reazione).

La prossima volta che decidi di rilassarti dopo una dura giornata con un sacchetto di patatine o simili, ripensa a ciò che ti sto dicendo, senza auto-giustificarti dicendo a te stesso “..ma io non sono mica alcolizzato o drogato !!??”

Ricette e pillole

Un’altra forma  è l’uso intenzionale di un farmaco  sotto prescrizione medica, in un modo diverso da quello prescritto, per vivere l’esperienza o sensazione che provoca, magari abbinato all’alcol.
Il numero di persone che utilizzano psicofarmaci, antidepressivi ecc. è in notevole e costante aumento, soprattutto nei giovani.

Proprio come per le droghe pesanti, questi farmaci inondano il cervello di ulteriore dopamina, nel corso del tempo ciò produce oltre alla dipendenza in se stessa,  anche a tutti gli altri sintomi dell’astinenza e le sue conseguenze.
I pericoli dei farmaci sono spesso sottovalutati, perché in molti pensano che un medico non dovrebbe mai prescrivere qualcosa che possa danneggiarli, questa linea di pensiero rende molto facile razionalizzare comportamenti di dipendenza.

Le persone più a rischio sono gli adolescenti, le donne, gli anziani, coloro con una storia familiare di dipendenza, o che  hanno una condizione di base psicologica, come traumi infantili, ansia o depressione.

Abbronzatura

E’ scherzosamente denominata “tanorexia” (da tan, in inglese abbronzatura), tuttavia, una dipendenza di questo genere è un problema reale e molto poco divertente.

Gli studi dimostrano che le persone che utilizzano sia lampade o il sole nel periodo estivo in maniera compulsiva, hanno spesso cambiamenti nell’attività cerebrale durante la loro esposizione ai raggi UV che imitano i modelli osservati nell’uso delle droghe.

Altri studi ancora mostrano che coloro che sono ossessionati dal “colore” presentano i classici sintomi  di dipendenza che la “tanorexia” può causare, oltre a noti problemi dermatologici, quindi anche quelli psicologici ed  emotivi comuni a tali situazioni.

Quest’articolo non ha assolutamente lo scopo di spaventarti, ma come è  sempre mio intento, quello di farti riflettere.

Dopo tutto, la maggior parte della gente che beve caffè, mangia cibo spazzatura e ha altri comportamenti apparentemente innocui è in grado di farlo con moderazione, è solo quando le persone perdono il controllo che queste attività diventano problematiche.

Se tu o qualcuno che conosci è preoccupato a causa di una delle 4 attività  sopra delineate , bisognerebbe provare a fermarle per 30 giorni. Se non si cade vittima di un desiderio irrefrenabile, non si è dipendenti.

Se invece, si diventa irritabili, bramando la sostanza / comportamento e non si è in grado di smettere, ci potrebbe essere un problema che probabilmente ha bisogno di essere affrontato con l’assistenza di un professionista qualificato.

 

Autore dell’articolo:  Adry.W

Tutti i diritti riservati

 

 




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