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Ralph-Spaccatutto-locandina

 

Recentemente ho visto l’ultimo film di Disney “Wreck It Ralph”, “Ralph-Spaccatutto”.

Una storia tipo Arcade che prende vita dopo la giornata di lavoro, e che ha in realtà, molte profonde verità spirituali che possono aiutarti ad avere più chiari pensieri su te stesso.

Il personaggio principale è Ralph, un omone che distrugge edifici.

E’ evitato da tutti a causa della sua grandi dimensioni e le mani distruttive, ma ha un cuore d’oro, insomma il classico “gigante dal cuore buono”.

Non gli piace essere un cattivo, la maggior parte dei personaggi del gioco lo disprezzano per il ruolo che ha, mentre il “bravo ragazzo” Felix, è ammirato e lodato.

Ralph inizia a frequentare un gruppo di sostegno per cattivi, tutti sulla stessa barca. Viene a sapere che la maggior parte hanno già accettato i loro ruoli ignorando le etichette loro poste.

Durante le sessioni vengono incitati a pronunciare con enfasi,  affermazioni tipo  “sono cattivo e me ne vanto! Non sarò mai buono e non c’è nulla di male, preferisco essere …  me”.

Insoddisfatto, Ralph s’imbarca e intraprende un lungo viaggio per dimostrare che lui può essere un bravo ragazzo e finisce con distruggere ancor di più qualsiasi cosa che tocca.

Finalmente diventa “illuminato”, accettando chi è e si salva.

Da questo film, si apprende che nessuno ha bisogno di avere l’etichetta di  “bravo ragazzo”, al fine di essere felice, avere amici e godere del proprio operato.

Ci sono tre elementi da cui puoi attingere:

1) Le etichette ci fanno soffrire. Nessuno è perfetto e, a volte, siamo i cattivi altre, bravi ragazzi, spesso ci ritroviamo a soffrire perché siamo confusi sul fatto che le cose che facciamo ci fanno apparire come buoni e malvagi.

Smettiamo di dare agli altri etichette e a darle a noi stessi, i nostri pensieri sono liberi di fare grandi cose.

2) Dimostrare raramente ci fa felici. La maggior parte del tempo, quando vogliamo provare a noi stessi e agli altri al fine di ottenere la loro approvazione, finiamo con ottenere il contrario, perché l’energia che impieghiamo non si basa su chi siamo veramente.

Impariamo ad accettare i nostri ruoli, fare un buon lavoro godendone il processo, darà una mente più chiara e risultati migliori.

3)La società ce ne da di predeterminati e i nostri cari ci possono etichettare, ma alla fine della giornata, credo sia più importante riconoscere chi sei e di essere stato fedele a te stesso nel possibile, ciò che conta veramente è se hai fatto un altro piccolo passo nell’imparare  a essere te stesso….

…riflettendoci, tu ti identifichi con questa storia?

Buon fine settimana.

 

Autore dell’articolo: Adry.W

Tutti i diritti riservati

 




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