• Facebook
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • Google Plus

E’ di questi giorni la notizia che il Primo ministro, nonché Ministro dell’economia, Mario Monti ha firmato il decreto che rende attuabile l’ACE, aiuto alla crescita economica, uno strumento che incentiva le imprese attraverso la deduzione delle imposte relative ai  nuovi capitali propri delle aziende.
Ecco cosa prevede il nuovo decreto.

A chi è indirizzato

L’ACE è indirizzato prevalentemente a coloro che siano assoggettati all’IRES ed ad alcuni contribuenti assoggettati all’IRPEF e cioè:
– tutte le società di capitali quale che ne sia l’assetto societario (per azioni, a responsabilità limitata, etc…).

–  enti diversi da società, siano essi pubblici o privati che esercitino prevalentemente attività di commercio, anche qualora non risiedano in Italia, purché vi operino in maniera stabile.

– Snc, sas, persone fisiche. In quest’ultimo caso, relativo a contribuenti assoggettati all’IRPEF, la regolamentazione è ancora in itinere ed avverrà attraverso un decreto del Ministro dell’economia.

Le modalità per calcolare degli importi esclusi dalla tassazione

Per determinare gli importi da escludere dalla tassazione è necessario moltiplicare l’incremento di capitale proprio dell’impresa per un’aliquota stabilita dal Ministro dell’economia e delle finanze e comunicata attraverso apposito decreto entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Per i primi tre anni di attuazione l’aliquota è fissata al 3%.
Nello stabilire l’aliquota annuale il Ministro dovrà tenere conto dell’andamento del rendimento finanziario dei titoli pubblici che potrà essere elevato di un ulteriore 3% in considerazione del maggior rischio dell’impresa. Qualora il reddito così calcolato risulti superiore a quello netto dichiarato dall’impresa nel periodo di riferimento l’eccedenza potrà essere computata nei periodi di contribuzione successivi. E’ stabilito che il capitale proprio dell’impresa dal quale partire per calcolare gli incrementi successivi è quello dichiarato dalle imprese interessate al 30 dicembre del 2010.

Le voci del reddito considerate aumento di capitale

Le voci di reddito che sono ritenute valide al fine del calcolo del capitale proprio investito nelle imprese sono:
– il denaro liquido.
– i capitali accantonati dall’impresa come riserva. Tra questi fanno eccezione i capitali posti come riserva non accessibili.

Le voci di reddito valutate come riduzione di capitale

Sono considerati capitali che incidono in riduzione del reddito di impresa:
– la parte di capitale destinata a soci o partecipanti all’impresa;
– l’acquisto di partecipazioni in società che siano controllate dallimpresa;
– l’acquisizione di aziende o di parti di esse.

Per quanto riguarda gli aumenti e le riduzioni del capitale di impresa il decreto ACE prevede attraverso il comma n.6 dell’articolo 1 che la loro operatività in termini di tempo sia così stabilita:
– per quanto riguarda quelli derivanti da aumento di denaro liquido va tenuta in considerazione la data nella quale sono stati versati.
– relativamente alle riserve accantonate si prende in considerazione la data in cui le riserve sono state istituite.
– per quanto riguarda le società di nuova istituzione viene preso in considerazione tutto il capitale investito.
Relativamente alle riduzioni di capitale la data della quale tener conto è quella in cui tali diminuizioni sono avvenute.

Autore dell’articolo: il team di articoliinvendita.net
Tutti i diritti riservati

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • Google Plus

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>