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Google Adsense è uno dei sistemi più diffusi e facilmente utilizzabili per ottenere guadagni da un blog o, nel caso di certi portali e certi aggregatori di notizie, attraverso le visite da parte degli utenti dei propri contenuti e l’accesso ai banner pubblicitari proposti. Questi banner sono collocati in posizioni strategiche rispetto all’articolo o rispetto al layout del sito o del blog in modo da spingere i visitatori a cliccare su di essi, secondo alcune norme generali: inserimento dei banner nei contenuti, ma senza esagerare. Infatti un eccesso di annunci nel testo potrebbe irritare il lettore. Un posizionamento ad inizio pagina e sulla sinistra consente di avere più probabilità di essere cliccato. Dimensioni non eccessive e colori non troppo sgargianti: una pagina deve essere gradevole da leggere e gli annunci devono essere visibili ma non invasivi. Non esiste una formula magica: organizzate la pagina come voi vorreste vederla.

Dunque per ogni clic il proprietario del blog o l’autore del contenuto riceve una somma variabile in base al “prezzo” delle keywords che, a sua volta, dipende dall’argomento che viene trattato. Le entrate di Adsense derivano, in ultima analisi, dalla combinazione di tre fattori: il valore delle keywords, il volume del traffico del sito e il grado di ottimizzazione Adsense. Questi tre parametri sono fortemente correlati e interdipendenti tra loro: un sito che tratta un argomento popolare avrà molte visite; un sito di questo tipo avrà presumibilmente parole chiave ad alto valore. Il volume di traffico particolarmente alto, unito ad un buon posizionamento degli annunci provocheranno sicuramente un alto tasso di conversione delle visite in clic. Appare chiaro che per guadagnare con Adsense bisogna non solo trattare un argomento che attiri i navigatori, ma anche avere un buon posizionamento sui motori di ricerca. In questo senso, Adsense è l’aspetto del guadagno su internet che combina alla perfezione SEO e SEM.

Entrando un po’ più nel dettaglio, ci sono alcuni aspetti che vanno considerati con particolare attenzione: il CTR della pagina, l’RPM e il CPC. Di quest’ultimo si è già detto: CPC sta in fatti per Costo per Clic, che è stabilito dall’inserzionista. Il CTR sta per “click through rate” e rappresenta la percentuale dei clic rapportato al numero delle viste. L’RPM, infine è un risultato che si ottiene dividendo la stima della entrate per il numero delle visualizzazioni e moltiplicando il risultato per mille. In questo modo si ha una stima del guadagno per ogni mille visite. Attenzione pero: la stima, in quanto tale potrebbe discostarsi sensibilmente dalla cifra reale.

Per dare una spinta ai guadagni, un buon metodo è quello di fare article marketing, cioè sfruttare portali di news e aggregatori per convogliare più visitatori sul proprio sito. Per fare questo conviene investire sui contenuti editoriali, contenuti di qualità che diano al sito o al blog la possibilità di essere visibile su Google. La visibilità è il primo passo verso un guadagno attraverso Adsense, e per arrivare ad essere in cima alle serp (i risultati delle ricerche) la prima regola è la pubblicazione frequente e costante di contenuti pregiati.

Autore dell’articolo: team di articoliinvendita.net
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