• Facebook
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • Google Plus

la perdita di pretolio in nigeriaNel Delta, in Nigeria da anni si verificano perdite di petrolio dalle condutture per l’estrazione del greggio. Le fuoriuscite si espandono in superficie, sul terreno e nei campi di coltivazione delle popolazioni rurali fino a raggiungere falde acquifere, laghi e fiumi. Ecco lo scandalo che alcuni di noi si sono persi causa la censura dei principali telegiornali e testate giornalistiche e che solo ora emerge grazie a questo video postato su Facebook.

Condotti e tubature trascurate nella manutenzione da parte di Eni hanno portato nel tempo disastri ecologici e sociali che nemmeno potete immaginare finché non avrete visto questo video. Pensate solamente alla densità del petrolio ed alla sua capacità di aggregarsi con qualsiasi cosa gli capiti attorno. Pesci, bestiame da allevamento, piante, bambini, donne incinte tutti contaminati dall’oro nero e condannati all’invalidità permanente, fino alla morte. Ecco che il progresso si traveste da benefattore, facendoci vedere solo un lato della medaglia, perché “il rispetto”, come dice il famoso spot della Eni “è una parola indispensabile”…

Colpire il cuore e l’orgoglio di chi ascolta, elevare i sentimenti più nobili e le motivazioni più grandi negli animi della gente è da sempre una strategia di marketing che coinvolge, ma perché quando si sente parlare di una multinazionale non si va mai a scoprire od interessarsi per quello che realmente c’è dietro? Forse stiamo tutti troppo bene, forse per ribellarci a tante ingiustizie dobbiamo arrivare veramente a non aver più nulla. Se una mattina ci svegliassimo e scopriremmo che per andare a prendere un litro d’acqua pulita bisogna fare 10 chilometri a piedi tutti i giorni le cose cambierebbero… nella realtà! Vi siete chiesti perché in Egitto così tanta gente ha iniziato una rivolta sociale e politica? Perché ogni cittadino, è stato leso nella realtà di tutti i giorni nelle cose più elementari e primordiali. Lo stato sociale di quel paese è fortemente degradato dalla tirannia di un sovrano che ha preso tutto quello che poteva prendere. Dobbiamo arrivare anche noi in Italia a ribellarci solo dopo aver toccato il fondo? Il diritto all’opportunità di lavorare seriamente, la libertà di scegliere chi può gestire un paese sulla fiducia, il dovere e la possibilità concreta di dare un futuro alle persone con le quali abbiamo condiviso la nostra vita ed anche per noi stessi: questi sono i diritti primordiali e imprescindibili al di sotto dei quali, se vengono a mancare nella realtà di ogni giorno, fanno incendiare la rabbia e la motivazione delle persone comuni.

Facciamo ognuno quel che può fare per denunciare gli scandali sommersi dalla buona faccia della medaglia che ci propongono ogni giorno, in TV e sui giornali. Verifichiamo sempre quello che leggiamo o vediamo, dubitando anche di noi stessi se necessario. Internet è un mezzo potentissimo, tutte le parole che scriviamo posso essere viste da centinaia di persone e far nascere in ognuno di noi i veri sentimenti più nobili, quelli che tante volte si assopiscono nella routine della quotidianità.

Federico Bergna
Questo articolo è protetto dai diritti d’autore

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • Google Plus

Una risposta a Eni e Shell: contaminazione dell’acqua

  • adry.w scrive:

    Grazie Federico per sensibilizzarci con questa tematica. Hai perfettamente ragione, leggiamo in fretta, con superficialità molte volte, e Internet rappresenta il mezzo più potente che abbiamo sotto gli occhi, per denunciare, sensibilizzare appunto anche gli altri.
    Per esempio, stasera ho letto una notizia che mi ha fatto rabbrividire , nostrana , su una notissima azienda di pasta italiana, e sui pericoli rappresentati da un suo stabilimento a livello amianto, per non parlare del fatto che quotidinamente, navigando online, ci troviamo con notizie che assolutamente dobbiamo diffondere con i mezzi che abbiamo a nostra disposizione, che sono tanti.Forum,blogs, social network ecc.
    Basta un click, ma quel click è parlare, far sapere, urlare se è necessario.
    A presto

Rispondi a adry.w Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>