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Decreto legge monti

Buone notizie per i contribuenti: gli effetti della crisi si fanno sentire anche sulle “armi” del Fisco, allineandone gli effetti con l’attuale congiuntura economica. Con il decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 (c.d. decreto Monti, già convertito in legge con il provvedimento 22 dicembre 2011 n. 214) sono infatti state introdotte mitigazioni per gli studi di settore ed agevolazioni di vario tipo. Molti gli effetti per i contribuenti per i quali potrà scattare o è già in corso un accertamento fiscale: essi potranno usufruire dei suddetti benefici, ritenuti già operanti per il periodo d’imposta 2011. Gli studi di settore già approvati e predisposti per il controllo dei redditi di tale esercizio saranno rivisti e modificati tenendo conto dell’andamento economico dei mercati. Nell’ottica dell’adeguamento dei parametri di congruità alla congiuntura economica reale (c.d. “intervallo di confidenza”) saranno prese in considerazione determinate aree settoriali o territoriali. La manovra Monti incentiva inoltre il sistema del c.d. “contribuente virtuoso” (o “compliance”): ogni comportamento ritenuto corretto e coerente con le linee fiscali sarà tenuto in debita considerazione ai fini dell’applicazione di meccanismi premiali.
I tre aspetti più incisivi ed innovativi della manovra economica e fiscale rimangono tuttavia la rimozione dell’accertamento analitico induttivo, l’aumento della percentuale di tolleranza e la riduzione dei termini per l’accertamento. Le condizioni per l’accesso a tali benefici sono due: che il contribuente abbia assolto all’obbligo di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore a mezzo indicazione fedele e completa degli stessi; che sulla base dei predetti dati la posizione del contribuente risulti congrua e coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili. In pratica, la fruizione dei benefici sopra esposti è subordinata alla posizione contributiva di congruità e di coerenza rispetto ai risultati prospettati dagli studi di settore.
La preclusione degli accertamenti basata sulle presunzioni semplici – purchè gravi, precise e concordanti – permette di valorizzare il responso di congruità e coerenza. In questo modo viene adottato un sistema unico ed imparziale di valutazione di posizioni retributive potenzialmente eterogenee.
I casi di dichiarazioni non congrue a partire dal 2011 dovranno essere riviste applicando una percentuale di tolleranza pari a un terzo dei ricavi dichiarati (in pratica, un aumento di tale soglia del 33%). I beneficiari di tale iniziativa sono evidentemente le persone fisiche titolari di partita iva, ovvero gli esercenti di un’impresa artistica o professionale.
La riduzione di un anno del termine di decadenza per l’accertamento – applicabile nei confronti dei soggetti che risulteranno congrui, coerenti e veritieri con gli studi di settore – ha rilevanti effetti pratici. Il termine ultimo utile per l’accertamento ordinario è divenuto il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi, e non più del quarto come avveniva in precedenza. Con un limite importante: sarà sufficiente l’individuazione di una singola violazione in grado di generare l’applicazione di una norma penale tributaria a vanificare l’applicazione della riduzione di un anno.
Tante quindi le novità introdotte dalla recente manovra fiscale, studiata per rispecchiare sempre più l’attuale congiuntura economica e per tentare di sanare un imponente debito pubblico. Per ulteriori approfondimenti consigliamo di visitare sardegnacontributi.it

Autore dell’articolo: il team di articoliinvendita.net
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