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Retribuzione per i giornalisti freelance: proposte concrete per l’editoria on-line

Il mercato della compravendita di contenuti editoriali per blog e siti web.

1) Oggetto.
2) Analisi del tipo di contenuti editoriali richiesti nel web.
3) Perché la retribuzione minima di €0,01 per parola può essere per alcuni tipi di articoli un ottimo compenso mentre in altre occasioni non è sufficiente?
4) E’ realistico fissare un tariffario in base agli argomenti trattati?

1. OGGETTO.

Come amministratore di Articoliinvendita.net vorrei proporre ai miei lettori una “mini-inchiesta” riguardo la situazione odierna della compravendita di contenuti editoriali sul web. L’obiettivo che mi sono posto è quello di trovare un punto d’incontro tra le esigenze degli editori e i giornalisti freelance che scrivono nello specifico per la mia agenzia. Ad oggi, con mia grande soddisfazione, i risultati di quest’avventura che si protrae da ormai oltre un anno, è del tutto positiva. Uno dei motivi che mi hanno spinto a credere nella buona riuscita di questo progetto di intermediazione tra editoria e scrittori è dettato dal fatto che, grazie al passaparola e senza adottare alcun tipo di investimento pubblicitario, la tipologia delle richieste di contenuti editoriali si è evoluta nel tempo. Cosa intendo per “tipologia di richieste”? Se nei primi mesi dalla nascita di articoliinvendita.net (dicembre 2010) gli editori che si rivolgevano all’agenzia erano perlopiù privati che richiedevano articoli sporadici per il proprio blog personale, in questi ultimi sei mesi le richieste degli editori sono diventate più impegnative. E’ il naturale processo evolutivo positivo di una buona idea, positività che si afferma di giorno in giorno solo coniugando perfettamente investimenti economici da parte degli editori, ed esigenze retributive degli scrittori dall’altra. Nel mezzo c’è il nocciolo della questione ovvero, quanto è disposto a spendere un editore in cambio di un articolo di qualità? Ci sono editori che esigono sempre e comunque contenuti di approfondimento complessi oppure il mercato dell’editoria on-line è fatto anche da articoli cosiddetti “riempitivi” pur di ottima fattura? Queste mie domande sono rivolte sia agli editori che si rivolgono attualmente in agenzia, sia a chi scrive per articoliinvendita.

Premetto che con questo articolo, ho cercato di analizzare dettagliatamente solo la mia esperienza personale in questo settore. Non ho sicuramente la pretesa di conoscere ogni tipo di sfaccettatura dei rapporti tra editoria e scrittori ma penso di aver raggiunto e sviluppato in questi anni, un’ottima capacità di analisi per trovare delle soluzioni di intermediazione che si modifichino positivamente nel tempo sia nei confronti degli editori, sia nei confronti degli scrittori che hanno collaborato con me.

Buona lettura!

2. ANALISI DEL TIPO DI CONTENUTI EDITORIALI RICHIESTI NEL WEB

Faccio una breve premessa, proponendo solo una parte del tipo di articoli/commesse che un editore può richiedere di sviluppare in quanto la varietà del tipo di articoli è immensa. Tuttavia si possono definire delle macro-categorie significative che sono legate essenzialmente al fine ultimo di un editore che richiede un certo tipo di contenuto:

  •  Gli articoli “ponte”: brevi articoli per blog o siti web “multitema”. Sono numerosi i blog non propriamente “di nicchia” che non trattano un argomento-settore specifico e tendono a racchiudere principalmente l’aspetto generico di un’informazione. Sono solitamente articoli dalle 200 alle 300 parole massimo e non hanno una particolare esclusività od un evidente approfondimento per una determinata informazione. Sono spesso blog che vengono utilizzati come “contenitore” di notizie generiche che fanno da ponte a network ben più visitati e strutturalmente complessi del “blog-ponte”. Lo scopo dell’editore in questo caso non è quello di avere articoli che competono a parità di argomento, con altri testi che trattano la stessa notizia.
  • Articolo “fast and furios”: li ho goliardicamente denominati in questo modo in quanto “fast” per la velocità con la quale un lettore assorbe le informazioni divulgate, e “furios” perché sono articoli che mirano principalmente alla qualità dell’informazione, devono colpire, lasciare il segno ma al tempo stesso informare concretamente il lettore. Generalmente variano dalle 400 alle 600 parole e non è un caso: con questo range il lettore può trovare realmente informazioni approfondite in relazione a ciò che cercava per mezzo dei motori di ricerca (la lunghezza del testo permette effettivamente di relazionare un argomento in modo adeguato senza al tempo stesso, annoiare il lettore). L’editore in questo caso, vuole un articolo che sia una via di mezzo tra un approfondimento reale di un evento/notizia ed il breve articolo da 200-300 parole che tende più che altro ad evidenziare solo gli aspetti salienti dell’informazione. Questo tipo di articolo è il più utilizzato nei blog di nicchia; l’editore vuole conquistare la fiducia dei propri lettori grazie alla concretezza delle informazioni date. L’editore, richiedendo questo genere di articoli, vuole competere con altri blog o siti web magari dello stesso argomento. La qualità dei contenuti è praticamente fondamentale per fare la differenza con altri articoli simili del settore.
  • Articolo “seo-friendly”: praticamente delle stesse caratteristiche della tipologia citata poco sopra, ma con una sostanziale differenza; l’ottimizzazione della struttura dell’articolo viene sviluppata “trattando” in particolar modo, alcune parole chiave (keyword). Questo tipo di articoli sono molto tecnici perché deve esserci un connubio tra i seguenti fattori:

fruibilità del testo considerando che lo scrittore è legato forzatamente ad argomentare l’articolo citando obbligatoriamente un “pacchetto di keywords” predefinite dall’editore.

utilizzo appropriato dei link all’interno del testo, che devono a loro volta contenere dei “tag title” appropriati ed indicativi, per aiutare gli spider dei motori di ricerca a capire la contestualità del link in relazione all’argomento trattato nell’articolo.

coerenza delle informazioni in relazione alla scelta delle keyword da trattare: si riconduce essenzialmente alla fruibilità e scorrevolezza del testo, ma attenzione… un testo che sia di facile lettura, pur contenendo tutte le keyword seo-friendly indicate dall’editore, deve avere anche una logica argomentativa con un nesso ed una fine. Come avevo accennato poc’anzi, l’articolo seo-friendly è, nel contenuto, del tutto simile all’articolo “fast and furios”; è prioritario proporre al lettore la qualità delle informazioni date, tenendo conto però dell’ottimizzazione seo richiesta.

scelta del titolo: fondamentale in questo caso la combinazione delle keyword che compongono il titolo. Lo scrittore, utilizzando anche strumenti come l’utility di google adwords per le parole chiave, attua un vero e proprio studio sulla competitività-seo delle keyword che formano il titolo. Spesso gli editori richiedono addirittura dei titoli precisamente tra i 60-70 caratteri, che in sostanza, è il range ottimale di parole per inserire all’interno del titolo un mix ideale tra alta e bassa competitività di parole chiave. Un titolo seo non deve però essere un’accozzaglia di vocaboli legati tra loro in modo approssimativo, ma deve essere un titolo accattivante ed al tempo stesso indicativo riguardo l’argomento chiave che verrà trattato nel corpo dell’articolo.

  • L’articolo “over the top”: è la pura essenza del giornalismo. Alcuni editori richiedono testi che vanno da un minimo di 600 parole circa fino ad 1500 parole. Le caratteristiche di un articolo di questo tipo sono molto simili a quelle di un inchiesta giornalistica, ed in ogni caso, si tratta di articoli che fanno veramente la differenza rispetto a tanti altri.  Di fatto nell’articolo, devono essere considerati questi fattori:

particolare attenzione alle informazioni “sensibili” all’interno del testo (responsabilità civile e penale delle informazioni trattate e divulgate, anche riguardo i propri punti di vista personali).

verifica e citazione delle fonti, se provengono ad esempio da una fonte accreditata o meno.

reperibilità ed esclusiva delle informazioni trattate nell’articolo (partecipazione a conferenze stampa, interviste e registrazioni sul campo per verificare e valutare la veridicità dei fatti sulle dichiarazioni dell’intervistato).

allegati di report fotografici esclusivi (nessun riutilizzo di foto d’autore ma immagini esclusive dedicate).

eventuale videoreportage come ulteriore testimonianza e valore aggiunto all’articolo.

controprova delle informazioni reperite in esclusiva, indagando e reperendo materiale informativo che possa dare un alternativa di pensiero al lettore, rispetto le dichiarazioni dell’intervistato rilasciate ad esempio in una conferenza stampa. (se “pinco pallino” dichiara in esclusiva allo scrittore in anteprima mondiale che l’assessore all’urbanistica del suo comune è un affiliato della camorra, tale informazione potrebbe essere vera, ma per dimostrarlo devo fare un’approfondimento tale da raccogliere delle prove che avvalgono la tesi. Omettendo un certo tipo di documentazione si perde gran parte dell’esclusività e personalità dell’articolo).

3. PERCHE’ LA RETRIBUZIONE MINIMA DI €0,01 PER PAROLA PUO’ ESSERE PER ALCUNI TIPI DI ARTICOLI UN OTTIMO COMPENSO MENTRE IN ALTRE OCCASIONI NON E’ SUFFICIENTE?

Qui mi rivolgo principalmente agli editori che investono nell’article marketing. Offrire un certo tipo di compenso (anche al di sotto del centesimo per parola) è ormai da troppo tempo una prassi nel web. E’ anche vero che molti webmaster, si accontentano di articoli di “bassa fattura” pagando €0,50 centesimi/€1,00 per un articolo di 200-300 parole (ed oltre…) ma personalmente in questa occasione non voglio discutere di queste scelte. Se da una parte c’è chi accetta di scrivere per 50 centesimi ad articolo vuol dire che dall’altra parte, ci sono anche editori che ritengono sufficiente la qualità degli articoli realizzati per tale compenso. Non è sempre detto che un editore cerchi in ogni modo di avere per forza di cose, articoli di qualità. Molto spesso si ricercano articoli che siano principalmente dei “riempitivi” (vedi articoli-ponte) con l’unico scopo di indicizzare in breve tempo il proprio blog o sito web o comunque con lo scopo di poter dare ai propri lettori “qualcosa da leggere” pur consci del fatto che se nella prima pagina di google c’è spazio solamente per dieci risultati, un motivo ci sarà…

Non è questo il punto che voglio affrontare in questo paragrafo. Quello che voglio analizzare sono i parametri che utilizza un editore per retribuire un articolo come minimo €0,01 per parola ed oltre o, viceversa, molto meno di €0,01 per parola scritta. Tralasciando per un attimo la disponibilità economica per chi investe nell’article marketing, ecco secondo me quali sono le valutazioni principali sulle quali possiamo ragionare:

PRIMO ESEMPIO (fattore tempo)

A) GIORNALISTA: per realizzare questo articolo da 500 parole ho impiegato due ore di tempo; perché mi viene offerta una tariffa di soli €0,01 per parola? (€5,00)

B) EDITORE: perché hai impiegato due ore a farlo? se mi rivolgevo ad un giornalista che tratta da anni l’argomento che ti ho dato da fare magari impiegava un quarto d’ora a farlo, pur con la stessa qualità finale del testo realizzato da te.

SECONDO ESEMPIO (fattore esperienza)

A) GIORNALISTA: questo era un argomento molto difficile, sicuramente questo è un pezzo che vale almeno 30€

B) EDITORE: difficile non è quantificabile, io sono già un esperto di questo settore, l’articolo che hai ideato avrei potuto tranquillamente realizzarlo io stesso con in aggiunta delle specifiche tecniche che tu hai omesso e che erano state richieste di sviluppare. Hai scritto un articolo dai contenuti superficiali e scontati. Sei sicuro di avere delle competenze “oltre la media” per definirti un giornalista esperto in questo settore?

TERZO ESEMPIO (fattore approfondimento)

A) GIORNALISTA: era impossibile ideare un articolo con una certa esclusività delle informazioni. Il materiale reperibile nel web per l’argomento da trattare non mi ha permesso di realizzare un testo che faccia realmente la differenza e completi la ricerca d’informazione del lettore.

B) EDITORE: ne sei sicuro? che competenze tecniche hai nell’utilizzo dei motori di ricerca per trovare fonti adeguate tramite le quali sviluppare l’articolo? che strumenti utilizzi per indagare nel web ed ideare di conseguenza un articolo che tratta informazioni difficilmente reperibili in altri testi? Hai sempre usato google per cercare la località dove andrai a fare le ferie quest’estate oppure conosci come minimo,ad esempio, la funzione della ricerca personalizzata sui motori di ricerca?

QUARTO ESEMPIO (fattore stile,ortografia,punteggiatura,ecc…)

A) GIORNALISTA: com’è possibile che il 50% del mio articolo era tutto da revisionare? nessuno mi ha mai detto che i miei articoli valgono nulla. Spiegami il perché!

B) EDITORE: hai mai frequentato dei corsi di scrittura creativa?
conosci realmente l’uso corretto della punteggiatura?
Sai utilizzare in modo appropriato i pronomi all’interno di un articolo oppure passi dal “tu” al “voi” ogni due o tre frasi?
Vai dritto al sodo quando dai un informazione oppure in quattro frasi hai praticamente girato e rigirato lo stesso concetto espresso nella frase precedente?
Sai costruire decentemente il lead di un articolo? e altrettanto, sai concludere in modo convincente il tuo pezzo?
Conosci qualche tecnica persuasiva per invogliare il lettore a leggere se possibile tutto il tuo articolo?
Sai distinguere e riconoscere le tue influenze dialettali e slang letterali quando realizzi un articolo?
Sai tener conto del fatto che eventuali tue opinioni personali possono influenzare pesantemente e negativamente il pubblico che segue il mio blog?
Se ti viene chiesto di ideare un comunicato stampa perché hai usato un linguaggio molto informale come se stessi scrivendo le tue memorie sul tuo diario del cuore?

4. E’ REALISTICO FISSARE UN TARIFFARIO IN BASE AGLI ARGOMENTI TRATTATI?

Personalmente mi sbilancio con un “no!” secco… ecco secondo me perchè:

SCRITTORE “A” & “B” RICHIEDONO GENERALMENTE UN PAGAMENTO DI €0,01 PER PAROLA SCRITTA.

A) ad uno scrittore appassionato di reality-tv gli viene chiesto di ideare un articolo per il settore “finanza e trading on line”. Lo scrittore stesso ritiene di avere una cultura ed una capacità adeguata per realizzare un testo di questo tipo ma chiede all’editore un pagamento che va oltre i suoi standard abituali in  quanto avendo sempre scritto di gossip-reality ritiene che generalmente questo tipo di articoli richiedono un impegno maggiore per le sue competenze. Lo scrittore realizza un ottimo articolo, raggiunge il suo obiettivo, ma ha chiesto all’editore una tariffa maggiore rispetto quanto richiederebbe di solito.

PERCHE’ LO SCRITTORE HA RICHIESTO UNA TARIFFA MAGGIORE? –> (SOGGETTIVITA’ DELLE ESPERIENZE PROFESSIONALI)

B) ad uno scrittore appassionato di finanza e trading on-line gli viene chiesto di realizzare un articolo sulle reali motivazioni in riferimento allo sbalzo degli spread sui BTP decennali italiani in riferimento a quelli tedeschi. Deve spiegare in parole semplici e comprensibili termini molto tecnici come bund,rating,titoli derivati,tasso nominale,bid. Lo scrittore va “a nozze” con questo articolo perché è il suo pane quotidiano. Lo scrittore realizza un ottimo articolo,raggiunge il suo obiettivo e non ha chiesto all’editore una tariffa maggiore rispetto quanto richiederebbe di solito.

PERCHE’ LO SCRITTORE NON HA RICHIESTO UNA TARIFFA MAGGIORE? –> (SOGGETTIVITA’ DELLE ESPERIENZE PROFESSIONALI)

Entrambi gli scrittori, hanno valutato soggettivamente se farsi pagare di più rispetto il pagamento base di €0,01 per parola ma alla fine, lo scrittore “B” non ha richiesto una maggiorazione del suo tariffario; lo scrittore “A” invece, dovendo realizzare un testo molto tecnico che esula dalle sue abituali competenze, ha ritenuto opportuno farsi pagare di più.

Ma qual’è la morale di questo paragrafo?

E’ sempre giusto che uno scrittore richieda una maggiorazione del pagamento di un articolo se, in base alle sue esperienze professionali passate, deve fare uno sforzo maggiore per accontentare un’editore che gli affida una commessa “oltre-target”?

Oppure è eticamente e professionalmente più corretto richiedere una maggiorazione della tariffa in base invece al tipo di approfondimento che si fa all’interno di un articolo piuttosto che alla scelta di trattare un argomento piuttosto che un altro?

Credo che un editore possa concretamente considerare dei parametri oggettivi piuttosto che soggettivi riguardo la sua scelta di pagare un articolo 1 centesimo per parola oppure molto di più. Materiale di discussione sono gli esempi fatti in questo articolo. (vedi articoli-ponte, articoli fast and furios,articoli seo-friendly, articoli over the top). Tu che cosa ne pensi?

Autore dell’articolo: Federico Bergna
diritti d’autore: licenza creative commons
foto nell’articolo: reperita da guastalla5stelle.org

 

Qui di seguito propongo un sondaggio dedicato agli editori per sondare e valutare le loro opinioni in riferimento a quanto trattato in questo articolo. I risultati di questo sondaggio verranno poi divulgati pubblicamente all’interno di questo blog. Per chi compila il questionario, non verrà in alcun modo divulgata l’identità o riferimenti personali nei risultati che in seguito pubblicherò. Chiedo cortesemente ai giornalisti di NON compilare il questionario qui a seguire per non influenzare direttamente il report che poi andrò a pubblicare. I lettori che invece investono abitualmente nell’article marketing potranno dare al pubblico dei segnali molto importanti, utili soprattutto a chi da tempo, scrive per il web.

 

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