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A cura di Maria Rita Esposito

Programmi televisivi e ristoranti di lusso, cuochi stellati e personaggi dello star system… in tre parole ‘food and glam’. In principio ci fu la “Prova del cuoco”, poi c’è stato Vissani, il primo chef ‘stellato’ ad uscire dalla cucina del suo ristorante a tre stelle per rendere nazionalpopolare un mondo fino a quel momento considerato appannaggio di pochi eletti. Dopo di lui sono arrivati Gualtiero Marchesi, Heinz Beck e il sempre ossigenato chef scozzese Gordon Ramsey con le sue ‘cucine da incubo’ in giro per il mondo. Una scommessa azzardata, ma, che alla fine è risultata vincente. I programmi di cucina si sono moltiplicati nel corso degli anni e tutti con un grande successo di pubblico.

Cucinare è tornato di moda e anzi è diventato un vero e proprio status symbol a cui nessuna stella o stellina che si rispetti vuole rinunciare. Le cosiddette ospitate nelle cucine televisive di questo o quello chef sono diventate un ‘must’ e i personaggi noti e meno noti hanno smesso di snobbarle cominciando a condendersele. La ragione di questa rinnovata attenzione degli autori televisivi e del mondo dello spettacolo per la cucina è molto semplice e sta tutta nei numeri: i programmi televisivi e di intrattenimento a tema culinario sono tra i più seguiti dei palinsesti televisivi. In poco tempo sono riusciti scalzare dal podio anche i talk show e i cosiddetti ‘salotti della domenica’ che, loro malgrado, hanno dovuto cominciare a prevedere in scaletta blocchi culinari curati da qualche chef. Partecipare come concorrente vip ad una sfida televisiva a suon di padelle e pentole garantisce una visibilità maggiore rispetto a qualunque altro tipo di programma. Il cibo dà un senso di benessere: vederlo maneggiare, manipolare, cucinare da una sensazione di appagamento e di pienezza che tiene incollati al teleschermo milioni di spettatori ogni giorno. Questi programmi hanno un pubblico trasversale per sesso e per età.

Un pubblico che, poi, spenta la tv cerca di ricreare quei sapori e quei colori anche nella propria realtà. Ed è così che nascono le mode, che un alimento o un ingrediente viene preferito ad altri, che un tipo di cucina viene scoperta e apprezzata facendo la fortuna dei ristoratori. Cuochi e chef stellati sono diventati i nuovi guru della moda, sono loro a dettare le nuove tendenze e a stabilire cosa sia ‘in’ e cosa invece ‘out’. E allora capita che si passi in pochi giorni dalla dieta di tipo mediterraneo alla cucina macrobiotica o che si spendano cifre esorbitanti per sedersi ad un ristorante e provare almeno una volta un ‘piatto molecolare’.

Eccessi e contrasti propri dell’oscillante e instabile altalena modaiola con le nuove tendenze che si creano dietro ai fornelli e le ricette, i menù e persino i singoli ingredienti che vengono definiti di volta in volta, fashion, glam, in o out. Sono questi i nuovi aggettivi che da qualche tempo hanno soppiantato i più consueti nutriente, saporito, gustoso o equilibrato. I cuochi e gli chef passano più tempo in televisione che nelle cucine dei loro ristoranti e i loro piatti sembrano dover essere prima di tutto belli e poi buoni. Potere del tubo catodico.

Autore dell’articolo: Maria Rita Esposito | Tutti i diritti riservati

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